Palermo a Palermo: il suono dei fiumi

Sono tanti i problemi della nostra amata città e fra questi notoriamente vi è la mancanza d’acqua. Eppure vi è stato un tempo in cui Palermo era una città costruita in una lunga striscia di terra stretta fra due torrenti che animavano attività commerciali, muovevano mulini e alimentavano fonti e fontane.

Domenica 3 settembre, Palermo e i palermitani si risveglieranno immersi in un’atmosfera che trasmette i suoni di una città ferma in un tempo che sembra lontanissimo ed irreale. Per l’intera giornata infatti (dalle 10.00 fino a tarda notte), ritorneranno idealmente in superificie il Kemonia e il Papireto, i due antichi fiumi che ancora oggi, se pur sotto il livello della strada, percorrono il centro storico cittadino fino alla Cala. Attraverso un’installazione sonora dell’artista Alessandro Librio, sarà possibile rivivere attraverso i suoni dei due corsi d’acqua, la Palermo del XVI secolo, periodo in cui ricchi mercati, botteghe e abitazioni venivano bagnate dai torrenti del “maltempo” fino al mare. I secoli seguenti videro il progressivo interramento del Kemonia e del Papireto trasformandoli in due presenze evanescenti, silenziose e misteriose. Di loro notiamo solo accenni in alcune targhe cittadine, li vediamo comparire in alcune “botole” in palazzi antichi o ne sentiamo parlare in sporadiche apparizioni sulle pagine dei quotidiani in seguito a forti piogge.

Dopo aver portato i suoni di Palermo a Venezia con un’installazione alla Biennale, Alessandro Librio vuole ora far venire fuori Palermo a Palermo, attraverso i suoni di un mondo sotterraneo popolato da qanat, catacombe e fiumi persi nel tempo. Ripercorrendo i percorsi dei due fiumi nell’attuale tracciato viario e con l’inaugurazione di apposite mostre sul tema, la giornata vuole far scoprire ai Palermitani un lato nascosto della nostra storia. Un tracciato importante dello sviluppo della città che attraversa le strade e ci spinge a pensare come possa essere il “sotto-sopra” che non riusciamo a vedere con gli occhi, ma che possiamo immaginare con le orecchie. Anche questo è sicuramente un modo nuovo di percepire la nostra città; mai come adesso, una vera Palermo al contrario.

Qui il programma

Emanuele Messina

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