L’estate, un gelato al limone e i cavalli sognati. Un racconto dell’infanzia e dell’ippodromo a Palermo.

E’ il 1 Agosto del 1988.

Mancano 48 giorni all’inizio della scuola. Significa che posso fare ancora 48 colazioni, con il latte, il nesquik e i biscotti, guardando i miei cartoni preferiti: Holly e Benji, Babar, Sandybell, Anna dai capelli rossi, Charlotte, Fiorellino giramondo, Doraemon, La Stella della Senna, L’incantevole Creamy, L’isola della piccola Flo (che poi lo vorrei tanto anche io un fiore in testa e un amico koala), Mila, Mimì, Nanà…e poi gli altri nel pomeriggio perché se no, mamma non mi ci porta a mare con mio fratello!

Mancano 48 giorni all’inizio della scuola. Significa che posso fare almeno 144 bagni nel mare dei grandi, al Lido Profeta. Tre bagni al giorno per 48. Vabbè, magari qualche volta ne faccio due, qualche volta la mamma non vuole andare a mare, qualche volta c’è la bandiera rossa e il mare agitato…allora facciamo 100! 100 bagni nell’acqua alta e non se ne parla più! Mi sembra un buon numero.

Che poi quest’anno arrivo all’ultima boa e ho la maschera. Vedo tutto blu, tranne i pesci che sono dorati, proprio d’oro come un gioiello prezioso e tutti luccicanti. Io non lo capisco perché dicono al telegiornale che ci sono le alghe e il mare è brutto. Qui è bellissimo sempre. Pure le alghe sono belle. Sembrano insalata da mangiare. Però io non la mangio. La do ai granchi che prendo con le mani dalle loro tane.

48 giorni, 3 granchi al giorno, qualche giorno che non vado a mare…100 granchi pescati! Mi sembra un buon numero. Però poi quando torno a casa li libero. E domani li pesco di nuovo. Quindi, forse, i 100 granchi sono sempre gli stessi 10 che si fanno prendere e poi riportare a casa. Che pazienza essere un granchio!

Mancano 48 giorni all’inizio della scuola. Significa che posso giocare tutto il pomeriggio! Niente compiti, solo i miei giochi, i miei fumetti, la collezione di Topolino che aumenta, qualche gioco con mio fratello, ma pochi, perché poi litighiamo e io non voglio giocarci più.

Mancano 48 giorni all’inizio della scuola. E’ il 1 agosto. Significa che fra 5 giorni è il mio compleanno! E che papà e mamma inviteranno tutti a casa per festeggiare i miei 9 anni!L’anno prossimo avrò bisogno di due numeri con le candeline. 10 anni: sono grande ormai. Non vedo l’ora!

Mancano 48 giorni all’inizio della scuola. Insomma, mi piace proprio questa estate, anzi vorrei che fosse estate per sempre. Un po’ però mi manca la scuola e anche il maestro. Lui mi vuole bene, io lo so. Anche se ha quei baffi severi e se fuma. Che poi una volta gliel’ho detto: “Maestro, è vietato fumare a scuola!” Un po’ avevo paura che si arrabbiasse…ma, quando mi sono alzata, gli ho mostrato un foglio su cui avevo scritto “VIETATO FUMARE” e gliel’ho detto pure a voce. Invece, lui mi ha guardata, mi ha sorriso e mi ha detto: “Sei stata tu a pensarlo? Hai ragione, non lo farò più. Adesso riprendiamo a leggere bambini, andate a pagina 26 del libro di lettura. Eliana, leggi tu”.

Mancano 48 giorni all’inizio della scuola. Quest’anno andrò in quarta elementare. Si cambiano i quaderni, quelli con le righe larghe! Chissà come sarà difficile farci entrare tante parole. I pensierini non basteranno più. Dovrò imparare a scrivere un tema. E chi l’ha scritto mai un tema di due pagine? Non so se ce la faccio. Però mi piace scrivere e inventare storie. Forse ce la faccio!

Mancano 48 giorni all’inizio della scuola. E’ il 1 agosto, è sera e fa caldo.

Ma proprio caldo che nella nostra piccola casa non si respira. Allora papà, dopo cena, ci dice: “Forza, andiamo all’Ippodromo!” Evviva, allora mangerò un gelato e giocherò al parco giochi! E’ proprio bella questa estate. Spero solo che mia madre non mi metta quel vestito rosa. Io odio il rosa! E’ da femminucce. Poi mia madre mi compra il gelato del colore del vestito che indosso, così dice che se mi macchio non si vede troppo. E io mi macchio sempre…prendo un cono e paff! Una bella macchia addosso. E se il vestito è rosa mi compra il gelato alla fragola e io odio la fragola! Odio il rosa e odio la fragola!

E’ giallo. Il mio prendisole giallo! Per fortuna posso uscire con questo qui, ha detto la mamma. Allora, andiamo! Tutti e quattro con la Lancia Fulvia blu cobalto di papà, direzione ippodromo. Ci sto un po’ stretta dietro ma mi piace tanto la macchina di papà e quel clacson che riconoscerei tra mille, quando torna a casa e sembra dirci: “Sono qui, sono tornato famiglia! Preparatevi a darmi tanti abbracci!”

Questa sera non siamo andati a giocare alla Palazzina Cinese. “Andiamo all’ippodromo a trovare Piero e Mimma”, dice papà. Piero e Mimma sono due amici di papà e mamma. Loro vanno sempre all’ippodromo. Sono dei super super esperti. Li conoscono tutti i nomi dei cavalli e anche quelli dei fantini. E loro giocano, mi dice mia madre. Io non lo capisco che vuol dire, perché pure io gioco all’ippodromo, ma al parco giochi, dove c’è uno scivolo, un dondolo, qualche aiuola e delle panchine. Ma a Piero e Mimma lì non ce li ho visti mai giocare. Boh, sono strani questi grandi.

Che poi, a dire la verità, io nemmeno mai i cavalli ho visto. Qualche volta, solo qualche volta che mio padre mi ha tirato su in braccio (poco perché sono grande e peso), li ho visti sfrecciare, così veloci che a mala pena ho riconosciuto i colori sgargianti delle tutine dei fantini al galoppo. Sono la più alta della classe a scuola, ma qui sono ancora bassa per vedere oltre i “grandi”, assiepati alla ringhiera.

Sento solo le grida e il tifo, che spingono i cavalli e i fantini verso il traguardo. E poi sento la voce dell’omino che parla al microfono e annuncia l’inizio della corsa, i nomi dei cavalli, il vincitore. Insomma, quando vado all’ippodromo un po’ me lo immagino quello che non vedo. Infatti io preferisco giocare al parco giochi, dove so che mia madre mi aspetta, seduta su una panchina, con il suo ventaglio bianco e gli zoccoli pure bianchi e il prendisole arancione. A mia madre piacciono i colori accesi.

Si respira odore di verde e di alberi, qui. C’è la Favorita, questo grande parco poco distante da casa mia.

Mi piace proprio questa estate. Vado al mare e vedo blu, vengo all’ippodromo e vedo verde. E poi stasera sono vestita di giallo.

“Niente gelato al cioccolato, Eliana, ti macchi e poi non va più via”. Va bene mamma, va bene il gelato al limone. Però per favore, domani mi metti un vestito nero?

Mancano 48 giorni all’inizio della scuola. E’ il 1 agosto. E’ sera. Mangio un gelato al limone, sono vestita di giallo, ho tutta la vita davanti e sono felice.

 

Eliana Messineo

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