Meno fato, più fate

Le sedie di Palermo al contrario. Sabato 8 aprile abbiamo invitato, a Palazzo Sant’Elia, 10 palermitani a sedersi con noi e a raccontarci una storia di cambiamento. Trasformandosi in dei veri e propri libri umani. Fausto Terranova era uno dei nostri libri viventi. Buona lettura!

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Dalle crisi, economiche, politiche, o altro, si può uscire sconfitti o si può rinascere, io sono rinato!

Per anni, dopo aver fatto l’impiegato e poi fondato la mia azienda, mi sono occupato di edilizia ed impianti tecnologici, tutto andava discretamente, gli affari, le soddisfazioni economiche e per un imprenditore con la “I” maiuscola, dare lavoro, intraprendere ed imprendere! Poi la crisi economica, i ritardi nei pagamenti da parte dei nostri clienti, i margini di guadagno che si abbassano perché c’era più concorrenza, lo stato italiano che ci mette la sua (studi di settore, equitalia, ecc), in sostanza cala il mio interesse per questa attività, la mattina mi alzo già scocciato, non c’è più “verve”, non sento stimoli e questo per chi fa il mio mestiere è la fine!

Avevo pensato di emigrare al nord o anche all’estero, ma sarebbe stata una sconfitta, ai miei figli avevo sempre detto che la Sicilia ha tante risorse, che certe volte abbiamo accanto la soluzione ma non riusciamo a vederla, ed allora ho fatto un analisi interiore, ho cercato di ricordare cosa mi piaceva fare da piccolo, cosa mi divertiva, se dovevo cambiare dovevo cambiare in meglio, ed è qui che è ritornata in mente la mia infanzia, mio padre, i miei luoghi dell’infanzia, la campagna, la fattoria che avevamo a Bivona, mio padre preside di scuola era stato trasferito dove poi sono nato io, Bivona, e qui aveva costruito una casa in campagna con stalle, ovili, pollaio, agrumeto, pescheto ed orto; era il mio parco giochi! A quattro anni pregavo mio padre che mi portasse con lui, di notte, io gli tenevo la lampada ad acetilene (pochi sanno cos’è), perché di notte il consorzio irriguo dava l’acqua! Poi ci siamo trasferiti a Palermo, e tutto è andato a finire nel dimenticatoio! Però c’era sempre qualcosa che mi mancava, la campagna, ed allora portiamola in città, o meglio scopriamola dentro la città, è possibile? Certo che sì, basta cercare, basta non arrendersi alle prime contrarietà, basta avere la visione di quello che diventerà di quel che sarà, dico questo perché i vari terreni che ho riportato “alla luce”, avevano tutte le caratteristiche per farti scappare, per farti desistere da qualsiasi intento, da qualsiasi progetto tu volessi realizzare. Ed allora il mio primo orto l’ho cominciato a lavorare nel 2010, per merito di un amico che in possesso di questo terreno di circa 8000 mq, in via Portello, nella zona fra “altarello” e “margifaraci”, verde agricolo, rimasto illeso dalle mire espansionistiche di molti imprenditori edile degli anni 70, non sapeva cosa farsene. Bravo Domenico! Ha capito la bontà del mio progetto di realizzare orticelli e quindi rendere vivo, fruibile, riqualificante un terreno che era diventato una foresta impenetrabile, regno indiscusso di ratti! A marzo 2011, il primo orticello, pensavo che l’interesse per gli orti sarebbe stato per la maggiore, dei pensionati, invece no! Signore, ragazze, donne, e da qui il nome, gli Orti della Fate, penso che nome migliore non avrei potuto trovare. Due anni per riempirlo di “Ortolani “, e qui poi è scattata la molla dell’imprenditore, la ricerca di nuovi terreni dentro la città. Ho individuato un terreno di fronte la Palazzina Cinese, che guarda caso quando ero ragazzino guardavo affascinato, quel terreno aveva una recinzione e un giorno passando su quella recinzione vedo un cartello “affittasi”. I proprietari, Messina e Palminteri, si sono fatti convincere, anche loro della bonta’ del “Progetto Orti”, e così nel 2014 è nato il secondo orto, e da lì a poco, nel 2015, sempre dentro il comprensorio di Villa Spina, il terzo orto, Villa Spina 2, questi due siti, sia perché si trovano in un luogo magico, sia perché più serviti da strade di accesso, si sono riempiti subito di “Ortolani”. Ed infine ma non so se sia una fine, io ho sempre un progetto in cantiere, abbiamo acquisito il terreno, più di due ettari, dentro la tenuta di Villa Bordonaro ai Colli, anche qui la famiglia Bordonaro ha capito la valenza e l’importanza dell’operazione da noi proposta e quindi la reale necessità che c’è oggi di ritornare alla terra, l’abbondanza di terreno di quest’ultimo progetto ci ha permesso di “spaziare” con le idee, e quindi oltre agli orti, ne abbiamo realizzati 95, ci siamo tenuti più di un ettaro per coltivare ortaggi (un’altra idea) per fare una vendita a cassetta in abbonamento, cosa significa?

Vi spiego. La persona interessata all’acquisto dei nostri prodotti, tramite un’ app che stiamo studiando, potrà scegliere il valore della cassetta, 10, 15 o 20 € e la frequenza di consegna, noi riempiremo la cassetta di vari ortaggi fino al raggiungimento del valore scelto e la recapiteremo con la frequenza stabilita. Ma non è finita qua, infatti sempre a Villa Bordonaro, stiamo realizzando in un angolo incantevole, chiamato da me “il boschetto”, delle zone attrezzate per chi vuole godersi una giornata nel verde e fare una bella scampagnata.

Sento l’obbligo di ringraziare delle persone, alcune già nominate, senza cui non avrei potuto realizzare i miei progetti: Domenico, Eugenia, Mariarosa, Lucio, Elena, Andrea, Tanino, Marcello, Cristina, Pia, Luigi, Gaia, Annamaria, Federico, Riccardo, Ettore e Lino.

Fausto Terranova

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