L’accademia della TascioCultura “I radical-chic o fighetti sono i nuovi tasci”

Qualche mese fa incuriositi da questa cassetta delle lettere, prima siamo andati a cercare su google cosa fosse quest’Accademia della TascioCultura, poi siamo andati a vedere di persona e infine li abbiamo intervistati.

cassetta delle lettere tasciocultura.jpg

Tasci si è o si diventa? Il tascio è una certificazione doc, attributo esclusivo del palermitano o si estende oltre i confini del suolo siculo? Quali sono i principali riferimenti tascioculturali?

Questi e altri quesiti abbiamo posto al fondatore dell’Accademia della Tasciocultura, l’autore e attore teatrale Gerardo Di Liberto, che ha pensato bene di fare di una peculiarità umana, tutta panormita, un’occasione ricreativa e aggregativa, nella sede della sua associazione culturale, in Via Fulco Santostefano della Cerda 18, nei pressi di Piazza Niscemi. Oggi, per fare quelli di tendenza, lo chiameremmo home restaurant, in realtà la serata all’Accademia della tasciocultura è molto di più e tanto di diverso: un momento divertente di socializzazione tra 20 persone che non si conoscono e in cui ognuno si cala rapidamente nell’atmosfera ilare e godereccia, tra una lezione base di “tasciumeria” e una cena conviviale attorno a un tavolo comunitario, tra giochi, bonarie prese in giro e moltissime risate. E alla fine è anche eletto il tascio o la tascia della serata con relativo certificato rilasciato a tutti i partecipanti. In verità, la serata così spontanea e piacevole è frutto di una sapiente e professionale costruzione scenica di Gerardo, che con la sua esperienza teatrale e televisiva è riuscito a inscenare un’esperienza perfettamente funzionante e coinvolgente, con molta umanità e la voglia di mettersi in gioco. E soprattutto con la voglia di giocare e ridere che cattura tutti i partecipanti: dai ragazzi ai signori più attempati, dai professionisti a quelli già nella parte del tascio, senza particolari sforzi. E dal 1 giugno, ci si sposta al mare…al Tascio Village! Per informazioni visitate la pagina fb dell’Accademia della Tasciocultura e ricordate…ognuno di noi ha del tascio dentro di sé! La tasciocultura è patrimonio da salvaguardare!

• Come è nata l’idea dell’Accademia della TascioCultura?

L’idea della TascioCultura mi è stata data dall’ex provveditore agli studi Antinori che dopo aver letto il mio libro “Tascio è bello” e visto lo spettacolo al teatro Jolly mi disse: lei fa cultura. La TascioCultura intesa come Accademia, nasce dal fatto che andavo a dare nelle scuole lezione di tasciume. Visto i risultati positivi mi son detto: perché non dare delle lezioni private creando una scuola serale dove far mangiare agli aspiranti tasci piatti della nostra tradizione popolare che difficilmente si preparano nelle nostre case, pietanze talvolta dimenticate, tipo: pasta con il macco delle fave, pasta chi patati aggrassati, pasta cacata, etc…spiegando anche l’origine del piatto.

• Quando è nata l’accademia della TascioCultura? 

L’Accademia della TascioCultura è nata il 15 settembre 2016.

• Nella vostra accademia si studia solo teoria o anche pratica?

Nell’Accademia più che studiare si cerca di fare aggregazione e parecchio divertimento. Soprattutto far capire che alcune frasi (va sucati un pruno) o parole (sticchio) considerate oggi Tasce e volgari in realtà nascevano per nascondere le volgarità. Chi ha lanciato la parola sticchio per indicare l’organo genitale femminile doveva essere uno “allittrato” perché deriva dal latino “osticulum”. Da noi è volgarissimo in altre regioni d’Italia è un cognome. In Abruzzo e nelle Marche c’è addirittura il torneo di sticchio, gioco antichissimo simile a quello delle bocce.

• Si sta perdendo a Palermo un po’ la TascioCultura?

La cultura sì, la tasciume è in continuo aumento.

• Quindi, tascio si è o si diventa?

Tasci quasi sempre si diventa, ma ci sono anche i tasci nell’animo.

A Palermo si assiste, ormai da un po’, alla diffusione di un modello radical chic che sta conquistando una fetta sempre maggiore della popolazione, quali sono gli strumenti messi in campo dell’accademia della tasciocultura x contrastare questo fenomeno dilagante?

I radical-chic o fighetti sono i nuovi tasci.

• Vorremmo sapere l’esatta differenza fra tascio, gargio e cianè.

Dalle mie ricerche Tascio è una parola di origine francese “tache” che significa: macchiato o macchietta (macchiato a Palermo è colui che è stato in carcere e macchietta può significare una persona ridicola). Molti dicono che l’origine sia inglese “trash” ma noi con gli inglesi abbiamo poca storia invece di vocaboli francesi il nostro dialetto è stracolmo.

Gargio da sgargiante e sinonimo di bardascio da bardare. Esagerare con ornamenti e abbigliamento essere troppo appariscenti. Insomma come diceva mia nonna il gargio o il bardascio è “Chiddu chi fa u piritu chiu grossu ru culu”

Cianè, secondo il mio modestissimo parere, l’abbiamo importato dalla lingua toscana e comunque in italiano (vedi treccani) Ciane: Donne del popolo, grossolane.

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