Murio Razafindrakoto ci racconta Asd Extra

A Palermo c’è una squadra di calcio multietnica. Ho intervistato Murio Razafindrakoto che mi ha raccontato come nasce Asd Extra e come vuole crescere. Asd Extra ha aderito a 20 maggio senza muri.

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Io mi chiamo Murio Enderlin Razafindrakoto e sono nato a Fianarantsoa in Madagascar il 29.01.1991. Quindi sono un malgascio. Sono arrivato a Palermo l’11 Settembre 2007 con mia madre e i miei 2 fratelli.

Quanti anni hai?

Ho 26 anni.

Quando ti è venuta l’idea di creare ASD EXTRA?

Tanto tempo fa, anno 2014. Giocavo spesso nel prato verde di Foro Italico di Palermo con mio padre, i miei fratelli e con amici miei che sono pure stranieri che vivono qui e alcuni sono nati qui.

Ogni pomeriggio andavamo al Foro Italico per giocare. Soprattutto la domenica pomeriggio.

Lì al Foro Italico ho conosciuto il famoso mister ABDELLAH JNIDAT origine Marocchino, pure lui abita a Palermo da molto tempo, abbiamo subito fatto amicizia. E’ un grande uomo e buon cuore, gli piace aiutare gli altri. Non ha lavoro ma vende qualcosina a Ballarò.

Anche io ho lasciato lo studio perché volevo subito lavorare per potere aiutare la mia famiglia anche se volevo tanto di continuare a studiare e finire l università. Quindi ero anche io un disoccupato e cercavo lavoro. Nel fra tempo facevo lavoretti, pulizie e giardinaggio. Quando non lavoravo andavo sempre al Foro italico e incontravo Mister Abdellah.

Poi ho conosciuto qui a Palermo un’organizzazione umanitaria Internazionale e ho lavorato con loro per 2 e 3 anni. Io mi occupavo dei giovani dentro l’organizzazione e lavoravo anche come fotografo. A Palermo c’erano già vari tornei, per esempio quello di ANTIRAZZISMO che fanno ogni anno dentro lo stadio velodromo. Allora abbiamo unito tutti i ragazzi extracomunitari e nostri amici che vogliono partecipare al torneo ed è nata una squadra. Abbiamo vinto il torneo e da quel momento i ragazzi hanno cominciato ad venire da noi e a fare parte della squadra che in quel tempo si chiamava F.C. L.A.L.

Abbiamo pure partecipato al progetto “Sport Al Centro” organizzato il CUS PALERMO, abbiamo vinto il trofeo e da lì le persone, le società hanno cominciato a seguirci perché avevamo quasi 100 ragazzi extracomunitari, un grande numero. Poi ogni volta che c’erano dei tornei la nostra squadra era sempre invitata. Al torneo AMICHEVOLE PER LA LEGALITA’ organizzato della Polizia di stato di Monreale c’eravamo.

Poi nel 2015 mi sono staccato dall’organizzazione in cui lavoravo perché non mi hanno aiutato anche se gestivo quasi 100 ragazzi extracomunitari. Non avevano vestiti, scarpe, mangiavano poco e io con mister Abdellah con quel che poco che avevamo compravamo delle scarpe e qualcosa da mangiare per loro. I ragazzi hanno capito che noi gli stiamo davvero vicini e con cuore e così ho deciso di continuare a stare con loro e di aiutarli e guidarli nella giusta strada. Sono giovane ma avevo già delle idee, grandi idee per loro.

Poi ho conosciuto, un campione che ci seguiva dall’inizio e ci segue ancora. Lui si chiama RACHID BERRADI è un grande uomo che ha fatto tante cose qui a Palermo ma non solo qui ma anche fuori e continua a farlo.

Poi abbiamo fondato l’associazione EXTRA il 24 marzo 2016. E quest’anno e diventato un A.S.D.

Sei il loro allenatore?

No, io non sono l’allenatore della squadra ma Mister ABDELLAH JNIDAT, ma poi adesso c’è anche Mister Rosario Bernardo, un ex giocatore di Palermo che aiuta mister Abdellah per gli allenamenti. E ci sono anche altre persone che danno anche loro contributi per aiutare i ragazzi con l’allenamento.

Mister Abdellah Jnidat non è solo l’allenatore ma io lo definisco il padre di tutti questi ragazzi, un uomo di grande cuore capace di dare tutto per gli altri e fa molto sacrifici anche per loro perché sa che hanno bisogno di aiuto. Chi non conosce mister Abdellah qui a Palermo?

Per me invece lui è un fratello grande e noi abbiamo un legame molto forte, lui c’è sempre stato quando ho avuto problemi come io ci sono per lui.

Io sono presidente di EXTRA ed sono anche il fotografo della squadra, gestore del sito web e pagina.

Giochi anche tu a calcio?

Forse già un anno che non gioco a calcio ma prima giocavo sempre con loro anche con mio padre e miei fratelli ogni domenica pomeriggio al Foro Italico. Mi manca tantissimo giocare a calcio ma ho avuto infortunio alla caviglia ed ogni volta che gioco mi dà disturbo. Poi con il mio lavoro come badante non mi da spazio per giocare anche se voglio riprendere tutto perché giocare a calcio è tutto per me, ho molto passione nel calcio ed soprattutto giocare con i ragazzi e una cosa che io non riesco a descrivere. E bello stare con loro e aiutarli , sono miei fratelli. Spero di riprendermi presto a giocare.

Quanti ragazzi fanno parte di Extra?

Abbiamo quasi 70 ragazzi che vengono da diverse comunità qui a Palermo o centri di accoglienza.

I ragazzi vengono li al Foro Italico e si allenano. Prima 2 anni fa avevamo quasi 100 ragazzi poi alcuni sono andati via all’estero per motivi di lavoro o anche giocare.

Da dove arrivano questi ragazzi?

Gambia, Costo d’ avorio, Mali, Senegal, Nigeria, Marocco, Bangladesh, Mauritius, Equador, Capo Verde. Ma ci sono anche dei ragazzi che sono nati qui a Palermo che hanno dei genitori qui.

Come fai a incontrarli?

A Palermo la storia di EXTRA è conosciuta ma non solo qui. Penso già tutta Italia perché la Rai ha fatto dei servizi e ha raccontato che esiste una squadra di ragazzi extracomunitari che sogna la SERIA A.

Quanto è importante per loro lo sport?

Molto importante. Quando li incontro la cosa che mi dicono è: voglio giocare calcio.

Solo una volta ho conosciuto un ragazzo che mi ha detto : No! No! Io voglio studiare e diventare ingegnere. Ero subito stupito e curioso perché era l’unico ragazzo che vuole studiare e solo studiare per diventare un ingegnere. Io li dico sempre di continuare a giocare a calcio perché maggiore parte di loro credono che nel mondo di calcio c’è molto speranza. Cioè nello sport. Ma non solo ma anche modo per tenerli lontani dalle brutte strade e noi come EXTRA più ragazzi abbiamo dentro e più ragazzi togliamo dalla strada.

Io però dico sempre a tutti che per essere o diventare un grande giocatore non basta avere talento o sa giocare ma bisogno conoscere, bisogna imparare come funziona e come si fa. Quindi prima di tutto bisogna imparare la lingua Italiana perché ci troviamo Italia ed una cosa fondamentale conoscere e sapere parlare la lingua di dove stai così non avrai ostacoli con lo studio o il lavoro e soprattutto con il calcio perché mi ricordo un ragazzo che non parlava la lingua italiana e non riusciva a giocare con la squadra importante a causa di questo. Ma non solo la lingua Italia, devono imparare anche la storia della paese in qui si trovano.

Ci sono dei talenti nella tua squadra?

Allora, l’obiettivo di EXTRA e di dare a TUTTI la possibilità di potere giocare e partecipare nel sport. Ma ci sono già due ragazzi che facevano parte della squadra EXTRA che adesso giocano dentro la società PALERMO calcio.

Dove vi allenate?

Per adesso ci alleniamo nel prato Foro Italico perché non abbiamo un campo come sede sportiva. Cerchiamo un campo per la nostra squadra perché sarà un’altra cosa avere un campo nostro. Per la sicurezza dei ragazzi e anche per poterli insegnare di più le regole nel calcio italiane. Quindi chiediamo l’aiuto di tutti per aiutarci per trovare un spazio per allenarci. Ci serve anche spazio per uffici come sede legale.

Di cos’altro avete bisogno?

Abbiamo bisogno anche di attrezzi sportivi per l’allenamento e anche per le partite amichevoli che facciamo. Vengono sempre nuovi ragazzi e quando vengo non hanno nè scarpe nè vestiti per giocare.

Mi ricordo c’era un ragazzo che veniva li per giocare ed era bravissimo ma non aveva la scarpe giuste per giocare e mi ha detto lui stesso che se lui ha scarpe giuste potrà mostrarmi di cosa è capace veramente e allora gli ho fatto avere delle scarpe ed giocava benissimo, è uno dei migliori. Quindi le scarpe sono fondamentali per loro.

Ma ci servono anche palloni, tute, completini per l’allenamento.

Abbiamo anche bisogno di un supporto medico perché se un ragazzo sta male e non riceve cure mediche non potrà giocare e starà male fisicamente e psicologicamente. Noi EXTRA vogliamo avere supporto medico perché per esempio, il mio obbiettivo di questo anno e di portare la squadra in campionato amatoriale o nei tornei, ma non ci sono ancora riuscito perché per fare il certificato medico agonistica si deve pagare 20 euro a testa. Se noi abbiamo e vogliamo dare a tutti la possibilità di giocare allora dobbiamo fare avere tutti certificato medico e assicurazione.

Quando creerai una squadra femminile?

Bella domanda, io conosco già una persona che ha associazione che lavora solo con le donne e ragazze extracomunitarie quindi già lei mi vuole coinvolgere dentro la sua associazione per essere responsabile dello sport e creeremo squadra femminile, quando l’ho parlato di fare squadra femminile subito lei interessata perché non credo che esistono o nessuno fa questa squadra quindi vogliamo lavorare su questo.

Cosa ti piace di Palermo?

Quest’anno chiederò la cittadinanza Italiana. Ho fatto già 10 anni qui in Italia, qui a Palermo.

Mi piace tantissimo Palermo perché piena di storia e soprattutto il cibo siciliano. Cucinare è la mia passione. E’ vero che ci sono tantissime cose da migliorare ma io amo Palermo e voglio stare qui perché ormai io sono cittadino di Palermo. Mi piace il clima qui perché quasi uguale a Madagascar e sto benissimo. Poi tutta la mia famiglia è qui.

Sono stato al Nord Italia per un anno, stavo in Ancona e stavo sempre male perché io non riesco a stare nel posto freddo. Ed ecco il motivo in qui sono ritornato a Palermo. E ricco di cultura e palazzi storici ecc..

Palermo è una città accogliente?

Certo, Palermo è uno delle città in qui vedo che dare la possibilità a tutti, cioè apre con tutti. Ed anche per questo che io amo questa città.

Cosa vorresti che a Palermo andasse al contrario?

Nessuna città è perfetta. Non mi piace vedere le strade piene di spazzatura. Palermo diventerà più grande e più bella se tutti noi facciamo le cose che dobbiamo fare.

Un’altra cosa che vorrei cambiare: qui a Palermo ci sono delle società sportive che prendono e promettono delle belle cose a questi ragazzi, poi invece li usano. Noi di Extra gli diamo la possibilità di crescere e di essere liberi di scegliere come tutti essere umani. Tutti abbiamo diritto di scegliere e di vivere.

Ultimamente sono venuti dei ragazzi che mi hanno raccontato che in alcune società di calcio esiste ancora il razzismo e non vedono i ragazzi come esseri umani. Non so cosa vedono. Queste società preferiscono sempre mettere i ragazzi palermitani a giocare. Secondo me questo deve andare al contrario cioè devono dare spazio a tutti. Anche alcuni genitori palermitani dicono ai figli di non frequentare i ragazzi stranieri perché sono neri o perché sono poveri o perché sono animali. Invece, devono dire a loro figli di pensare al contrario cioè iniziare ad aperto con tutti. Perché il mondo ormai cosi, se non apri resti solo e non saprai mai niente di cosa succede in questo mondo. Quindi secondo me dobbiamo unirci. Anche condividere le idee per migliorare questa città. Insieme si diventa grandi.

Grazie!

A te. Voglio che tutti sappiano la vera storia di EXTRA e che ci sono delle persone che credono ancora nella speranza.

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 Isabella Musacchia

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