Massimo Milani “Il Pride è la casa dei diritti”

Massimo Milani, fondatrice del primo circolo Arci-Gay italiano a Palermo. Qualche giorno fa è stata insultata da una scolaresca tra l’indifferenza delle maestre che non hanno preso le distanze da quegli insulti. Il modo migliore per rispondere a questa brutta storia, ci è sembrato quello di raccontare una storia molto bella, la sua.

PAC: A Palermo è nato il primo circolo Arcigay 1980/81. Quindi tu sei la prima persona in Italia ad avere fondato il primo circolo Arcigay. Insomma sei una pioniera. Quanto questo ti rende orgogliosa?

MASSIMO MILANI: Sono veramente orgogliosa di appartenere a quel  gruppo di pionieri che fondarono il primo circolo Arci-Gay ( allora lo scrivevamo così , col trattino , in quanto sezione che si occupava dei diritti civili all’interno dell’Arci). Una associazione nata in tempi in cui l’omosessualità era un argomento nascosto, quasi tabù e le persone LGBTQI erano praticamente invisibili .

PAC: Com’è stato aprire un circolo a Palermo negli anni 80 e cos’è cambiato da allora?
MASSIMO MILANI: Arcigay è ancora oggi  viva e vegeta dopo 36 anni  e continua a svolgere un lavoro quotidiano  di lotta  contro tutte le discriminazioni  facendo  da supporto  a tutte le persone che ne hanno bisogno con servizi mirati.

PAC: A Palermo ci sono stati ormai diversi Pride. Come si sono evoluti?

MASSIMO MILANI: È stata una sfida che andava affrontata con coraggio , anche se questo ha  comportato  molte ferite. Eravamo  persone   malviste  , “pericolose” che  si occupavano di  argomenti  scabrosi per l’epoca e avevamo veramente  tutti contro    Ma ne è valsa la pensa , dopo tanti anni ,  le istanze  di quello che veniva considerato un movimento  minoritario e di poche anime   hanno acquisito dignità e  oggi  i diritti LGBTQI sono  riconosciuti come diritti umani  quasi universalmente. Quest’anno si svolgerà l’ottavo Palermo Pride , una scommessa anche questa vinta. Nato nel 2010 il Pride  è oggi ormai riconosciuto  e vissuto  da tutta la città come uno spazio di  libertà , liberazione e di elaborazione politica perché  l’abbiamo concepito in modo aperto e inclusivo di tutte le istanze della società civile

PAC: Hai detto che il Pride, è la casa dei diritti, non solo di quelli LGBT. E che quindi chiunque lotti per un diritto è benvenuto. E’ bellissima questa cosa.

MASSIMO MILANI: Grazie. Per l’esattezza” la casa dei diritti e l ‘arcipelago di tutte le identità” a sottolineare il carattere inclusivo e accogliente del Pride . Caratteristica quasi unica questa nel panorama italiano che rivendichiamo con orgoglio . Gli altri Pride sono concepiti  in modo meno aperto del nostro. Sono perlopiù spazi  lgbtqi  a cui partecipano  persone eterosessuali  in segno di  solidarietà. Tant ‘è che alcuni ci  stanno piacevolmente copiando.

PAC: Il Pride serve a dare coraggio. A Palermo il Pride è servito?

MASSIMO MILANI: Il Pride  dice: amiamoci  per quello  che siamo veramente,  senza più vergogna. Incoraggia  noi tutti alla ricerca  e alla  realizzazione della propria identità, unicità e   ad esserne orgogliosi/e . Finché ci sarà qualcuno o qualcosa  che impedisce la piena realizzazione di sé  il Pride sarà necessario. Sappiamo  che, grazie ad esso,  molte persone hanno trovato il coraggio di uscire allo scoperto  e oggi vivono più serenamente e con  consapevolezza la propria vita. Altre si sono addirittura  conosciute e innamorate.
Il  Pride ha contribuito in questi anni  al cambiamento culturale di questa citta

PAC: Qualche giorno fa sei stata insultata da una scolaresca e che le maestre non sono intervenute. E’ una cosa molto grave perché la scuola dovrebbe essere il luogo dove si impara a essere liberi e senza pregiudizi. Hai poi ricevuto le scuse?

MASSIMO MILANI: Si è trattato di un episodio grave  soprattutto perché una delle maestre  ha quasi avallato il comportamento omo/ transfobico di quei bambini che mi avevano insultato,   affermando   che quello era il loro linguaggio. Mi ha molto rincuorato la grande solidarietà  ricevuta da parte di  tante persone e associazioni,  tra cui Amnesty , culminata  con  un messaggio  del sindaco Leoluca Orlando. Ho poi ricevuto le scuse anche di una delle maestre  che è venuta a trovarmi.

PAC: Ma hai anche detto in un’intervista che ringrazi le persone che ti hanno discriminato perché è anche grazie a loro se oggi sei quella che sei. Ma quali sono invece gli incontri belli che ti hanno reso quella che sei?

MASSIMO MILANI: Al primo posto il compagno della mia vita Gino Campanella  con cui ho condiviso amore e  rivendicazione di diritti per tanti anni. Ma voglio ricordare tutti quei compagni  straordinari  incontrati in questo mio  percorso  che hanno segnato una stagione  ineguagliabile di  lotte per il cambiamento culturale di questo paese .   Molti di queste persone  purtroppo non ci sono più , un nome su tutti ,   il grande intellettuale, poeta,  combattente di strada , nonché mio grande  amico  Nino Gennaro

PAC: Palermo è ancora omofoba?

MASSIMO MILANI: Direi che l’Italia è un paese omofobo e transfobico e  maschilista . Palermo non può fare eccezione in questo. Non la collocherei in ogni caso tra le città più omofobe.Molta strada dobbiamo percorrere,  senza dare   per acquisto mai nulla e il Palermo Pride è uno strumento fondamentale di questo percorso

PAC: Ho visto che hai una bici rosa. Vai spesso in bici?

MASSIMO MILANI: Si adoro andare in bici mi da serenità e senso di libertà. Odio tutto ciò che ha un motore  e avvelena  l’aria

PAC: Quali sono i luoghi di Palermo dove si respira più libertà?

MASSIMO MILANI: Adoro piazza Pretoria  per il senso  di libertà che emana dai corpi nudi delle statue  di marmo ( non a caso è anche detta   piazza della Vergogna) .
Per troppo tempo   vergogna e  senso di colpa hanno  condizionato  le nostre vite , in questo paese catto-sessofobico,
Ripeto , nessuno dovrebbe mai  vergognarsi di se stesso/a !
Un motivo in più perché amo questa piazza  è anche perché li celebrammo, il 28 giugno  1993,  il nostro  matrimonio simbolico  che fece scalpore è ancora oggi  molti ricordano

PAC: Palermo al contrario nasce per raccontare quelle cose che finalmente a Palermo cominciano ad andare al contrario o che vorremmo andassero al contrario. Cosa vorresti che a Palermo andasse al contrario?

MASSIMO MILANI: Ci sono molte cose che vorrei  andassero al contrario a Palermo . Dovendo scegliere, restando  in tema  Pride e vergogna,  vorrei   svegliarmi domani mattina e vedere  camminare   teneramente abbracciati o tenersi   tranquillamente mano nella mano ,  due uomini o due donne come non avviene quasi mai.
Una  città  in cui ognuno può esprimere i propri sentimenti è anche  una città  più libera .

PAC: Grazie!

MASSIMO MILANI: A voi.

Foto Lorenzo Gatto

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