Anche Palermo è una città del cavolo

Il primo gennaio, per inaugurare l’anno nuovo, ho proposto a mia madre di andare alla scoperta degli orti condivisi della Palazzina Cinese. Dopo essere andate a zonzo nel giardino labirintico e non avere intravisto neppure un pomodoro, siamo andate a chiedere al custode.

“Buongiorno…”
“Buon anno!”
“Buon anno a voi. Stiamo cercando gli orti condivisi della Palazzina Cinese”
“Cosa state cercando?”
“Gli orti, dove le persone vanno a coltivare la terra…”
“Totò ne sai niente?” chiede a un suo collega
“Mha” dice Totò
“Grazie lo ste…” dico io
“Aspetta forse ho capito! Dovete uscire da qui, andare avanti, poi a destra e li troverete.”
“Grazie!”
“Buon anno”

Aveva ragione, e a pochi metri da lì, ci siamo trovate davanti a un cancello, chiuso, e una mattonella con su scritto “Gli orti delle fate a Villa Spina”.

orti-palermoE’ il primo gennaio, ho pensato.
Stavamo per andare via quando un ragazzo con una zappa è passato vicino al cancello.
“Ehi! Ciao.” dico io
“Ciao, buon anno!” lui
“Buon anno! Possiamo entrare?”
“Certo, il cancello è aperto.”
“Grazie, volevamo soltanto dare un’occhiata.”
“Se venite con me vi faccio vedere il mio orto.”

orti-palermo-2Il ragazzo, ci ha mostrato tutto orgoglioso la sua lattuga e i suoi pomodori e ci ha spiegato come sia stato facile ottenere un pezzetto di terra. “Puoi noleggiare il trattore e la motozappa e una volta a settimana viene un agronomo a darci dei consigli. Io e gli altri ortisti siamo diventati amici e a volte mangiamo insieme quello che coltiviamo. Non è bello il mio basilico?”
“Splendido!”
E mentre il sole splendeva sul basilico, i nostri sorrisi, uno stivale che sbucava dalla terra, una sedia abbracciata dall’erba, nella mia mente faceva capolino una domanda “Ma quindi si può essere un ortista senza essere hipster?”
La risposta era lì, davanti ai miei occhi, in carne ed ossa, ed era “Sì.”
Così abbiamo ringraziato e siamo andate via.

A Palermo di orti condivisi ce ne sono altri. Codifas, il consorzio di difesa dell’agricoltura siciliana, ha promosso l’orto di via Galletti 138 e quello del Velodromo allo Zen. Mentre l’associazione Orti delle fate, oltre l’orto di Villa Spina, ha creato l’orto in Via Portello, in zona Pitrè, e sta per inaugurare un nuovo sito vicino la storica Villa Bordonaro ai colli, dove sorgerà a breve una vera e propria Oasi Biologica. Poi c’è quello nel quartiere Uditore, promosso dall’associazione “Cultura&Coltura” e infine quello di villa Napoli.

E sempre a Palermo esiste un’associazione che si chiama Orto Capovolto che aiuta chiunque voglia creare il proprio orto. Sui terrazzi, nelle scuole, nei cortili condominiali, nei luoghi di lavoro.

Gli orti condivisi sono un fenomeno mondiale, il satellite dice che gli orti in città, in tutto il mondo, coprono una superfice complessiva pari al territorio dei 28 stati dell’Unione europea. Incredibile!

orto-nyc-e-berlinoA Chicago, The Plant, un ex magazzino per il confezionamento di carne di maiale, è stato recuperato e trasformato in una fattoria urbana. A Singapore, Sky Green Farms ha progettato la prima fattoria verticale costituita da centinaia di torri in alluminio, all’interno delle quali vengono coltivati gli ortaggi. A New York c’è un progetto di agricoltura urbana tra i più ampi al mondo che ha convertito in orti i tetti piani di due edifici, nel Queens e a Long Island City. L’Allmende Kontor a Berlino è il più grande orto urbano della città, costruito sulle piste d’atterraggio dello storico aeroporto di Tempelhof, usato in epoca nazista, dove oggi sulla linea d’atterraggio ci sono fiori, piante e ogni tipo di ortaggio. A Todmorden, in Inghilterra circa tre anni fa Maria Chiara e Pam Warhurst in collaborazione con le istituzioni hanno provato a combattere la crisi alimentare, e così tutti i cittadini sono invitati a coltivare la terra e tutti sono liberi di raccoglierne i frutti.

Anche a Milano, dove vivo, ci sono molti orti condivisi. Uno dei più belli è il Giardino degli Aromi che nasce nel 2003 negli spazi dell’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini. L’anno scorso per saperne di più ho intervistato Paola Longo e Salvatore La Forgia che hanno realizzato il documentario “Città del cavolo” in cui raccontano gli orti comunitari di Milano e di Berlino, delle cose che li accomunano e delle differenze. Il documentario è uscito al cinema ma anche in tutti gli orti in cui è stato messo un proiettore. Quindi cari ortisti palermitani se metterete un proiettore e qualche sedia nel vostro orto, sono certa che Paola e Salvatore saranno felici di venire a proiettare il loro documentari. E voi potrete raccontargli anche degli orti palermitani per un possibile sequel.

orto-michelle23Anche Michelle, negli otto anni di presidenza di Obama, ha coltivato un orto alla Casa Bianca. Orto che adesso verrà smantellato per essere rimpiazzato da un campo da golf. Ecco che l’orto non è solo un orto ma è un’esperienza controcorrente, un laboratorio di resistenza, un riscatto, un nuovo inizio. E’ lotta agli sprechi, sostenibilità, giustizia e salute. Ha grande valore simbolico coltivarlo, come anche cancellarlo.

Ora vi lascio con “La canzone dell’orto” e un compito: abbiamo il sole, abbiamo la terra, abbiamo voglia di riscatto, andiamo controcorrente perché ci piace fare sempre le cose di testa nostra. Abbiamo coraggio e siamo tutti creativi, a volte per necessità.

Cosa ci manca per inventarci un nuovo modello di orto che possano imitarci in tutto il mondo?

Isabella Musacchia

4 pensieri su “Anche Palermo è una città del cavolo

  1. Gentile Isabella,
    ovviamente condivido quanto di bello e carino scritto sull’articolo. Pur tuttavia corre l’obbligo fare alcune precisazioni sulle informazioni contenute nell’articolo.
    Infatti se è vero che il primo Orto condiviso è quello promosso dalla Codifas, è parimenti vero che quasi contemporaneamente la nostra associazione ha aperto il primo orto condiviso che si trova in Via Portello, zona Pitrè. A seguire apriamo quello di Villa Spina egregiamente illustrato nel Suo articolo, e quasi contestualmente il Codifas apre l’orto adiacente al Velodromo. Per quanto a mia conoscenza, gli altri Orti sono successivi.
    Tanto ritenevo opportuno scrivere per Sua opportuna conoscenza.
    Sarebbe in ogni caso gradita una Sua visita presso il nuovo sito in corso di apertura presso i terreni adiacenti la storica Villa Bordonaro ai colli, ove sorgerà a breve una vera e propria Oasi Biologica con tante iniziative che ci piacerebbe spiegarle di presenza.
    Un cordiale saluto.
    Il Presidente Associazione Culturale Gli Orti delle Fate.
    F. Terranova.

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