Gli sguardi che determinano la precedenza ad una rotatoria palermitana

Chi ha inventato le rotatorie non era palermitano e forse nemmeno meridionale. Non sappiamo usarle.

La rotatoria a Palermo è, più che gli incroci o gli attraversamenti pedonali, un punto di incontro e di socializzazione visiva tra gli automobilisti. Un momento in cui incrociare lo sguardo di un concittadino randomico e instaurare con lui un rapporto fuggente di odio o amore.

La segnaletica non serve, tu arrivi a 50 metri dall’innesto alla rotatoria ed è già il momento di decidere quantomeno se rallentare (in realtà dovresti dare sempre precedenza) sfruttando la vista laterale. Quella signora con la panda va piano, se accellero riesco a passare senza nemmeno toccare il freno, così passi come una scheggia.

La tua determinazione genera nella signora un ragionamento tale da convincersi che la precedenza era tua, perchè sei arrivato prima e più forte di lei. Tu passi, lei rallenta e dietro qualcuno le si accoda. In realtà tutto sarebbe dovuto avvenire al contrario, ma poco importa, l’importante che ci “spicciamo” (sbrighiamo) tutti quanti.

Alla rotatoria successiva sono io ad avere la precedenza (senza saperlo) ma la colazione abbondante della mattina mi ha reso particolarmente positivo: vedo che all’innesto c’è un signore dalla faccia simpatica. Forse è’ “ntamato” (imbranato)? Comunque lo faccio passare facendogli un segno con la mano e un bel sorriso. Lui rimane bloccato fin quando non coglie la mia indicazione espressiva, poi cala la testa e mi ringrazia con altrettanto visibilio.

Abbiamo sovvertito il codice della strada (senza saperlo) ma ci siamo regalati qualche attimo di felicità reciproca. Dietro gli altri nemmeno mi suonano, sono il capofila e sanno che decido io cosa fare in quella circostanza.

Se anzichè quel signore c’era uno con il broncio, avrei accelerato e riscritto la storia di questo momento di traffico cittadino.
Perchè noi a Palermo, in fondo, guidiamo anche per la simpatia e l’antipatia del dirimpettaio che ci troviamo nel semaforo di fronte.

Con buona pace degli automobilisti che vengono dal nord e pensano che bastino due cartelli a decidere chi ha la precedenza.

 

Giulio Di Chiara

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